Bandiera Bianca
La prima serata del Fringe si è aperta con Bandiera Bianca.
Un monologo che è diario e detonatore.
Roma fa da sfondo a una generazione che cerca il proprio posto tra sogni infranti, lavori instabili, ombrelli sulle piste di Formula 4 e rendicontazioni impossibili.
Alessandra De Luca attraversa la precarietà con feroce ironia e lucidità disarmante.
È teatro che racconta cosa vuol dire crescere senza appigli, e farlo con la voce di chi ha deciso di non tacere più.
Bandiera Bianca
di e con Alessandra De Luca
Teatro Cometa Off
Foto: Piero Tauro






Ludopazza
La prima serata del Fringe è poi esplosa con Ludopazza.
Un monologo ruvido e spietato, che affonda in un’umanità nascosta dietro agli sgabelli di una sala slot.
Sabrina Marchetti porta in scena una voce che non è sola, ma mille: disperate, squallide, vere.
È una confessione che graffia, scava, si umilia e si trasforma.
Non c’è redenzione. Solo un racconto necessario, urlato in faccia al silenzio ipocrita del mondo.
Ludopazza
di e con Sabrina Marchetti
Teatro Cometa Off
Foto: Piero Tauro






Cowboys #2
La prima serata del Fringe si è chiusa con Cowboys #2.
Un viaggio visionario dove la scatola dei giochi si apre, e diventa tragedia.
Chet e Stu si rifugiano nell’immaginazione per sopravvivere in un deserto reale e simbolico.
Ma la finzione ha un prezzo, e la Red Valley non perdona.
Con un testo di Sam Shepard, Rachele Spinozzi e Francesco Terranova portano in scena il confine sottile tra gioco e abisso, tra mitologia americana e disastro umano.
Cowboys #2
di Sam Shepard
con Rachele Spinozzi e Francesco Terranova
Teatro Cometa Off
Foto: Piero Tauro







