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SUMMARY:Pigiama Party (Roma)
DESCRIPTION:Pigiama Party\, Inventario per un corpo eretico \nproveniente da Roma\nturno A lunedì 13 luglio ore 19.00 /martedì 14 luglio ore 20.30  \nRegia e drammaturgia di Martina Badiluzzi\ncon Viviana Barboni\, Camilla Benzi Alice Casales\, Tiziana Di Tella\, Caterina Petrarulo\nDrammaturgia musicale ed esecuzione dal vivo\na cura di Roberta Russo (Kyoto)\nDisegno luci di Matteo Bergonzoni\nSupervisione della partitura fisica a cura di Roberta Racis \nPigiama Party\, Inventario per un corpo eretico : un tentativo di rovesciare l’archetipo unidimensionale della femminista  strega\, arrabbiata\, frigida\, nervosa. Una drammaturgia ibrida\, scritta in consonanza con la musica\, in cui materiali storici si intrecciano a elementi autobiografici\, pratiche performative\, e dove i corpi sono il principio di ogni cosa. Lo spettacolo prende in prestito le forme del gioco\, della confidenza\, della farsa\, del rito e le piega per rivelarne la natura politica. Ferita\, mestruazione\, la rottura dell’imene sono  tappe segnate nel sangue\, riti di iniziazione che ogni giovane donna attraversa per arrivare alla maturità. Soglie attraverso cui il corpo femminile deve passare\, in rapporto diretto con il sangue. \n 
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LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, 00152\, Italy
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SUMMARY:Mi chiamavano Tina. Sulle traccie di una rivoluzionaria antifascista (Trento)
DESCRIPTION:Mi chiamavano Tina. Sulle tracce di una rivoluzionaria antifascista. \nproveniente da Trento\nturno A  lunedì 13 luglio ore 20.30/martedì 14 luglio ore 22.00 \ndi e con Manuela Fischietti\nregia Maura Pettorruso\ndisegno luci Luca Dè Martini di Valle Aperta\nricerca storico-documentaria Lorenzo Vicentini\ncostumi Valentina Basiliana\ngrafica Nadia Groff\nUna produzione Rifiuti Speciali \nMi chiamavano Tina è un omaggio ad una grande artista\, operaia\, attrice\, fotografa\, antifascista e militante nel partito comunista antifascista e militante nel partito comunista. Una donna che ha attraversato la vita senza mai tradire il suo istinto di combattente messo al servizio della libertà e ribellandosi alle convenzioni dell’epoca e alle censure delle dittature che infiammavano il mondo tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale.
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SUMMARY:Quello che tu hai fatto a me (Roma)
DESCRIPTION:Quello che tu hai fatto a me \nProveniente da Roma\nturno A lunedì 13 luglio ore 22.00/ martedì 14 luglio ore 19.00 \nDrannaturgia Achille Mandolfo e Giovanni Gazzanni\nRegia Giovanni Gazzanni\nCon  Achille Mandolfo\, Andrea Grasso \,Luca Cicolella\, Giulia Eugeni\nSound Designer/Musiche originali Vincenzo Pizzi e dalla voce di Andrea Piersimoni\nLive Sound  Andrea Piersimoni\nLight Designer Eduardo Ribera \n“Il sesso senza consenso è stupro” è la frase che sentiamo quotidianamente su ogni tipo di social\, sui giornali\, in televisione e ciò accade sia nel mondo eterosessuale\, dove la donna viene considerata oggetto di desiderio in pasto al suo carnefice\, sia in quello omosessuale\, dove l’atto è spesso immaginato come un gioco di sadismo\, un rapporto di dominazione e sottomissione. Qual è il confine fra piacere e perversione? Chi si vendica contro il suo stupratore è vittima o carnefice? Questi sono gli interrogativi che il collettivo CORPI DISABITATI indaga in “Quello che tu hai fatto a me”\, un nuovo progetto artistico\, mai presentato finora a nessun bando nazionale\, liberamente ispirato alla celebre serie britannica“I May Destroy You”di Michaela Coele\, trasportato in Italia dove giustizia e burocrazia sono impregnate di prassi\, di lungaggini e di costrutti sociali. Quattro personaggi:Laura\, Oliver\,Paco e il Commissario. I due protagonisti\, Laura e Oliver\, da tre settimane frequentano lo stesso locale con un solo obiettivo: distruggere il loro carnefice. Finalmente il momento è arrivato e sono disposti a tutto per ottenere la loro dignità e la loro vendetta. Il collettivo Corpi Disabitati\, diretto dal regista Giovanni Gazzanni\, porta in scena la ferita del trauma e del disagio post-traumatico dei due protagonisti:Laura ha lavorato sulle ripercussioni della violenza subita\, in psicoterapia\, con il supporto dei medici e delle forze dell’ordine; Oliver\, invece\, non ha avuto né coraggio né forza e supportare la sua amica in questa ardua impresa resta l’unica ancora di salvezza per riscattarsi dal dolore. Oliver  ha paura del giudizio della sua famiglia\, degli altri e sfoga il suo disturbo post-traumatico nella perdizione dei suoi incontri occasionali\, “sex-addiction” la chiamano. Il testo nasce dall’esigenza di portare sul palcoscenico una domanda scomoda e profonda: cosa accade quando la giustizia istituzionale non riesce a dare una risposta adeguata alla sofferenza di una vittima? La drammaturgia scenica\, che scava nei territori fragili della responsabilità e della memoria\, non cerca soluzioni semplificate né colpevoli rassicuranti\, ma mette lo spettatore di fronte a una verità inquietante\, dove il male non ha i tratti di un mostro riconoscibile\, ma spesso assume il volto di una persona qualunque.
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LOCATION:Teatro Vascello\, Via Giacinto Carini 78\, Roma\, 00152\, Italy
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