Radici

Macondo

 

proveniente da
Bologna / Pescara

Selezione Inventaria

di
Millanta – De Nitto

con
Antonio De Nitto

 

 

Ci sono storie che durano nel tempo anche dopo essere terminate. Ci sono gesti, azioni, sentimenti, che continuano a vibrare nello spazio anche a distanza di decenni. Così come accade a molte stelle che illuminano la notte pur essendosi ormai spente, ma di cui continuiamo a scorgere la luce che continua a viaggiare nell’Universo. E’ quanto accade in “Radici”, dove storie lontane sono capaci di riverberare i loro effetti ancora oggi, grazie alla loro potenza dirompente. Potenza che deriva soprattutto dal loro essere “diverse” dalle altre, ed è proprio la “diversità” la tematica che viene affrontata nell’opera, ormai sempre più al centro del dibattito dei nostri tempi ma in realtà materia che ha da sempre tirato sentimenti contrastanti negli uomini e nelle popolazioni. Per raccontarla viene utilizzato un punto di vista estremo, tipico di un periodo storico estremo in cui la diversità è stata oggetto di ghettizzazione, deportazione e infine sterminio. Nei campi di sterminio nazisti la stella di Davide (due triangoli gialli sovrapposti) è stata il simbolo e lo stigma per eccellenza. Ogni sua colore rappresentava una determinata categoria di persone: giallo per gli ebrei, marrone per gli zingari, rosa per gli uomini omosessuali, blu per gli emigrati, nero per gli asociali (tra cui vagabondi, etilisti, malati di mente, prostitute, lesbiche, ecc), rosso per i prigionieri politici, verde per i criminali, viola per i Testimoni di Geova e ancor prima l’operazione T4 che si occupava della soppressione di adulti e bambini con disabilità e disordini psichici; tutte declinazioni della “diversità”. Allo stesso modo anche qui si declinerà la “diversità” attraverso una serie di monologhi che si susseguiranno offrendo ogni volta un punto di vista differente, e portando alla luce storie spesso dimenticate dello sterminio. Un opera che ha un intento divulgativo rispetto ad un passato che fatica a passare, e che vuole recuperare storie ormai dimenticate ma ancora capaci di generare una riflessione su quanto è accaduto e quanto accade, cercando di trovare una connessione ultima con il razzismo presente e denudare l’umano in modo da scoprire che nudi, in quanto abitanti dello stesso pianeta terra, siamo tutti simili.

 

In programmazione per:

Giovedì 17 – ore 22:00 – PALCO B
Venerdì 18 – ore 20:30 – PALCO B
Sabato 19 – ore 19:00 – PALCO B