Enio. Materiali per una terra perduta

Compagnia Exodos

 

Roma-fringe-festival-2020

proveniente da
Roma

progetto e regia
Luigi Saravo

con
Chiara Felici, Cristian Giammarini, Doron Kochavi, Daniele Santoro, Mariangeles Torres

 

Un viaggio attraverso la Turchia alla ricerca dei resti dell’antica Troia crea immagini che mescolano le antiche alle nuove guerre delle regioni del medio oriente.
Se dovessimo datare questo viaggio che il narratore svolge dovremmo partire dalla fine del settembre 2019 perché al termine del suo viaggio il narratore si troverà, anche senza nominarla direttamente, in Siria durante i dieci giorni di guerra partiti il 9 ottobre 2019 quando i turchi lanciano il loro attacco al popolo curdo.
Il narratore arriverà in questa guerra dopo aver attraversato tutta la costa turca dove avrà incontrato colonne di bambini in fuga e vivendo costantemente nella sua immaginazione il rapporto con le navi achee e i resti di quella guerra di tremila anni prima.
A questo percorso narrativo che, diviso in quattro sezioni, si sviluppa scenicamente in modo molto diretto, parlando con gli spettatori, si intessono quattro sezioni dove la guerra prende reale forma scenica attraverso quattro temi: il lutto, lo stupro, la battaglia e il ricordo.
Queste quattro sezioni più propriamente rappresentative si sviluppano mescolando il passato di una guerra arcaica con riferimenti al presente e sono di fatto assimilabili alla figura del narratore, come fossero immagini generate nella sua immaginazione e innescate dalle coordinate geografiche del suo viaggio.
La riflessione sulla guerra e sul popolo curdo viene quindi indicata senza esplicazioni dirette e restituzione di dati reali. Quelli rimangono disponibili a chiunque attraverso i canali d’informazione. Piuttosto le forme della guerra e del suo declinarsi a cavallo tra le suggestioni arcaiche e la storia dei curdi contemporanei, in particolar modo delle loro donne, si presentano come una zona d’azione libera da ogni conclusione ideologica e capace di restituire ai riferimenti utilizzati un respiro epico.
La forma scenica dello spettacolo sceglie una via di immediatezza ricercata a cavallo tra il rapporto diretto col pubblico e la costruzione di momenti scenici dal prevalente impatto visivo realizzati attraverso strumenti semplici e radicalmente teatrali.

 

In programmazione per:

Martedì 14 – ore 21,00 – PALCO A

Mercoledì 15 – ore 19,00 – PALCO A