Si parte!

 

 

Torna il Roma Fringe Festival, giunto quest’anno alla sua 8° edizione, e conferma la formula che l’aveva già fatto apprezzare a un vasto pubblico.

24 gli spettacoli in scena quest’anno, mai presentati al pubblico romano e, per la maggior parte, prime nazionali assolute. 24 spettacoli provenienti da Italia, Inghilterra, Svizzera e Messico, tra commedia di tradizione italiana, comicità, noir, dramma e teatro civile, per raccontare un paese e una società dalle tante e complesse sfaccettature, offrendone uno spaccato non solo teatrale ma anche sociale, politico e storico. Con particolare riferimento al tema dell’inclusione.

Sono stato piacevolmente colpito dalla quantità di progetti presentati quest’anno che indagano temi di grande attualità e rilevanza sociale come le morti sul lavoro, la violenza sulle donne, la guerra, l’omofobia e l’immigrazione. Il teatro indipendente manifesta evidentemente un forte bisogno di raccontare il mondo in cui viviamo, con il proprio linguaggio, e attraverso diversi registri interpretativi.
Tra le proposte c’è anche leggerezza, che non è certo sinonimo di superficialità, ben rappresentata da spettacoli che con intelligenza e ironia mettono a nudo piccole e grandi manie, luoghi comuni e relazioni sentimentali.
Non mancano, infine, le riflessioni sul teatro stesso e sul valore universale di quelle storie che tutti conosciamo perché patrimonio comune e che hanno attraversato i secoli mantenendo intatta la loro forza evocativa.
Una proposta molto varia che testimonia ancora una volta la vivacità della scena teatrale indipendente.

Anche quest’anno, a ospitare l’8° edizione del Roma Fringe Festival sarà uno dei quartieri nevralgici della città, Testaccio, negli spazi del Mattatoio – La Pelanda. Confermata anche la location del Teatro Vascello che accoglierà per la finale del 24 gennaio i tre spettacoli finalisti, tra i quali emergerà il vincitore del premio Miglior Spettacolo Roma Fringe Festival 2020.
Manuela Kustermann, direttrice del Teatro Vascello, guiderà una giuria di grande qualità composta da Ulderico Pesce, Valentino Orfeo, Ferruccio Marotti, Pasquale Pesce, Pierpaolo Sepe, Italo Moscati e Raffaella Azim.
Per lo spettacolo vincitore, la possibilità di partecipare a uno dei Fringe europei e una tournée di 12 date nei teatri del circuito Zona Indipendente, un progetto nato lo scorso anno grazie alla coraggiosa adesione di molti teatri dislocati in tutta Italia, a partire dal Teatro Vascello.

Quello che il Roma Fringe Festival offre, al di là dei titoli, è una concreta possibilità di far conoscere il proprio lavoro e sono personalmente molto felice di sapere non solo che il vincitore dello scorso anno, Pezzi di Rueda Teatro, ha cominciato la sua tournée premio con un ottimo riscontro di pubblico e critica, ma anche che altri spettacoli visti in scena al Fringe siano stati poi programmati in altri teatri. Questo testimonia della grande qualità che il festival è in grado di esprimere.

Anche quest’anno, la nostra attenzione alla realtà del teatro indipendente ha un’ulteriore conferma in Fringe Talk, due giornate di studio coordinate dallo storico del teatro prof. Ferruccio Marotti che si terranno nel Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre il 21 e 22 gennaio.

Una novità di quest’anno a cui tengo personalmente e che spero inauguri una duratura collaborazione, è l’introduzione del Premio Alessandro Fersen, che verrà assegnato direttamente dalla Fondazione Fersen. Un premio che porta il nome di uno dei più importanti pedagoghi del teatro italiano.

Appuntamento allora al 6 gennaio, al Mattatoio, per il Roma Fringe Festival.
A tutti buon divertimento e buon teatro.

Il Direttore Artistico
Fabio Galadini