I Parenti di Averroè

I Parenti di Averroè

Progetto Aliremote

PROVENIENTE DA
Prato

DI
Elisa Romagnani e Giulia Aiazzi

REGIA DI
Elisa Romagnani e Giulia Aiazzi

GENERE
performance art

SINOSSI
I parenti di Averroè  una parodia bonariamente perfida
sull’incomprensibile e assurdo garbuglio concettuale che
caratterizza talvolta alcune rappresentazioni del teatro danza
contemporaneo e che rende lo spettacolo una semplicistica somma
di teatro+danza, in cui il legame tra l’attore che parla e il
danzatore che si muove sparisce davanti agli occhi dello spettatore
comune.
Capita sempre pi spesso di assistere a performance che finiscono
involontariamente per suscitare l’ilaritˆà più sfrenata dello spettatore
medio che difficilmente possiede i requisiti necessari per
comprendere pienamente il pensiero dell’autore.
Il pubblico si trova ad uscire dal teatro inesperto e ignorante, violentato da una presunta poetica dell’artista, chiedendosi di
fatto se quest’ultima esista davvero o sia soltanto il malefico intento dellÕautore di sfinire le meningi dei critici in cerca del
significato perduto.
Lo schema  costruito attorno a un estratto de Le Cittàˆ Invisibili di Italo Calvino; Tamara  la cittàˆ dei segni, il luogo in cui ad
ogni simbolo corrisponde qualcosa, nella quale l’uomo non fa che registrare i nomi con cui essa definisce se stessa e tutte
le sue parti’, uscendone tuttavia ignaro di cosa davvero la cittˆ nasconda ‘sotto questo fitto involucro di segni’.
La sequenza danzata viene modellata attraverso il testo, svincolandosi progressivamente dal soggetto della narrazione per
relazionarsi con i pieni e i vuoti del testo. Suddetto schema si ripete in un crescendo parodistico fino a rompersi, esplodere,
schernirsi, sfigurarsi e diventare la caricatura di se stesso, di quel mondo spesso incomprensibile chiamato teatro danza.
Scherzando su alcune delle dinamiche pi comuni del teatro danza, I Parenti di Averroè tenta di alleggerire e riscattare
un’arte che a volte si prende anche fin troppo sul serio.