Attorta

 

“Attorta” è un progetto originale, mai presentato al pubblico, del gruppo Project xx1 esperto nella realizzazione di esperienze immersive, una nuova forma di performance basata sul contatto e la libera partecipazione del pubblico. Questo progetto nasce dalla voglia di sperimentare una formula più agile rispetto a quelle finora realizzate, che hanno coinvolto un cospicuo numero di attori e un notevole sforzo di allestimento dello spazio scenico. Verrà presentato, quindi, come primo esperimento di xx1 con un solo performer in scena.

Il focus, trasversale a tutta l’opera, ruota attorno alla frattura interiore della protagonista, provocata dal controverso binomio tra la tradizione, intesa come processo di sedimentazione e acquisizione delle prassi di comportamento sociale tramandate, sin dalla nascita, dalla famiglia e dalla comunità d’origine, e il cambiamento, vissuto come ciò che ha imparato a proprie spese crescendo e scontrandosi con una società che è in continua trasformazione.

In un tempo in cui sono esplose le modalità di comunicazione attraverso l’utilizzo dei sistemi di messaggistica istantanea, tra emoticons, pensieri lapidari digitati distrattamente e veloci sessioni di sexting, la protagonista trova sempre più difficile interagire con gli altri, soprattutto con gli uomini, e stabilire un rapporto vivo e profondo di conoscenza di sé stessa e dei partner. Gli insegnamenti ricevuti sull’amore come rapporto di coppia stabile, volto alla creazione di una famiglia, non rispecchiano ciò che realmente desidera dalle relazioni amorose che porta avanti. La necessità di amare e di essere amati ma senza gli strumenti per farlo, senza più modelli da seguire, senza sapere a chi affidarsi per barcamenarsi e sopravvivere alla tempesta dei sentimenti.

La performance si sviluppa all’interno di una sola stanza trasformata in una vera cucina, dotata di mobilio, elettrodomestici, oggettistica e utensili e disseminata da numerose spezie profumate e vivande varie. La cucina è uno spazio ambiguo: luogo del passato e della tradizione, ma al contempo luogo dell’esplorazione in cui i sapori che perdono di senso cedono il posto a gusti e contaminazioni innovative.

Questo lo sfondo sul quale si staglieranno e susseguiranno visioni che muteranno nettamente l’atmosfera di partenza, dove gli ospiti saranno accuratamente stimolati alla partecipazione attiva, interagendo direttamente con la performer, lo spazio e gli oggetti, e giocando molteplici ruoli: consiglieri complici, aiuti-pasticcere, voci di un coro da stadio, alberi e animali di una foresta, invitati di un party, testimoni di una scelta.

Anche l’ospitalità che la protagonista offre al pubblico subisce le tormentate influenze dei suoi sentimenti, intraprendendo con loro relazioni sottilmente ambigue, in cui a volte sono chiamati ad essere soggetti pensanti e partecipi di ciò che accade, mentre altre volte vengono usati per compensare le sue mancanze, trattati come dei complementi scenici o degli oggetti. Nessuno degli ospiti, però, sarà mai forzato ad interagire, ma potrà scegliere in ogni occasione se accettare gli inviti della performer o rifiutarli ed assistere senza partecipare attivamente.

Le interazioni con il pubblico avranno le caratteristiche di un’esperienza immersiva, incluso lo sviluppo di interazioni one to one, in cui la performer sceglierà un solo ospite, portandolo in uno spazio privato al riparo dallo sguardo degli altri spettatori, intessendo una relazione che avrà un peso nello svolgimento drammaturgico e donandogli la possibilità di vivere un’esperienza unica ed esclusiva.

“Attorta” è in programma per il 24 e 25 gennaio presso il Macro Asilo in contemporanea con l’appuntamento FringeTalk